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FALSO D'AUTORE

Il cinema e l’illusorietà del vero

Falso d’autore: il cinema e l’illusorietà del vero

“Il cinema è falso tramite il vero” (Paul Valéry). Il cinema è, per antonomasia, arte della finzione, della mistificazione e dell’inganno. Fin dalle sue origini ha dovuto confrontarsi con questa doppia identità. Cercare di illustrare, di riprodurre il “vero” tramite un artificio tecnico. E in questo ha impegnato i migliori talenti della settima arte, si è avvalso di ogni artificio tecnico – dalla musica alla scenografia, dal montaggio agli effetti speciali – per farci partecipi di una storia “più vera del vero”. In tutti i casi, però (documentario compreso), il prodotto è opera di una visione soggettiva, di un punto di vista, di una scelta. Da allora, il gioco di rimandi e di sottintesi tra vero e falso nel cinema è continuo; sta allo spettatore assumere quella condizione di “sospensione dell’incredulità”, che gli permetta di godere della rappresentazione cinematografica, di quella “macchina dei sogni” che continua ad affascinare il pubblico di ogni paese.

“Se cercate nella realtà qualcosa di più reale della realtà stessa, rivolgetevi alla finzione cinematografica”
Slavoj Zizek, Guida perversa al cinema


A cura di: Biblioteca multimediale A. Loria
Biblioteca Loria - Auditorium

 

Venerdì 14 

ore 20.30
A tempo pieno
di Laurent Cantet (Francia 2001, 133')

Vincent ha moglie e tre figli. È molto dedito al lavoro che lo costringe a trasferte e a riunioni e quindi è spesso assente. Ma finge. Perché è stato licenziato e da settimane non ricopre più il suo ruolo di consulente. Non ha avuto il coraggio di rivelarlo alla famiglia e agli amici e prosegue la finzione inventando un cambio di ditta grazie a un importante incarico. Mente ormai a tempo pieno per garantire un reddito alla famiglia. Ma il raggiro non può durare per sempre.

 

ore 22.45
Good bye Lenin!
di Wolfgang Becker (Germania 2003, 118’) 

Germania dell’Est, 1989. Il giovane Alexander protesta contro il regime e viene arrestato. Sua madre Christiane ha un attacco cardiaco e finisce in coma. Qualche mese più tardi, dopo il crollo del Muro, Christiane si risveglia. Per evitarle emozioni troppo forti, Alexander cerca di mantenere in vita il passato mettendo in atto ogni possibile stratagemma. Ma il mondo è irreversibilmente cambiato.

 

Sabato 15

ore 21.00
La donna che visse due volte
di Alfred Hitchcock (USA 1958, 128’)
versione restaurata 

A causa delle sue vertigini, l’agente Ferguson è a riposo per non aver impedito un incidente mortale a un collega. Un amico gli chiede di sorvegliare sua moglie, che ha manie suicide. Di fronte a Ferguson, paralizzato dalle vertigini, la donna si butta da un campanile, o almeno così crede il povero agente. Ma un giorno un incontro casuale rimette tutto in gioco.             

 

ore 23.15
Mr. Klein
di Joseph Losey(Francia 1976, 125’)
per gentile concessione di Titanus S.p.A 

Robert Klein è un alsaziano agiato, intento ad arricchirsi ulteriormente nella Francia collaborazionista di Pétain. Il caso gli fa scoprire l’esistenza di un suo omonimo di origine ebrea, ricercato dalla polizia a causa delle leggi antisemite. Il suo destino è ormai segnato; a poco a poco il destino dell’altro Klein diventa il suo. Dopo un tentativo di emigrazione, Klein finisce invece sullo stesso treno piombato in partenza per un lager, insieme con il suo omonimo.

 

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